LA CERTOSA RACCONTA ... |
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Più avanti, nel tempo, quando il nostro rapporto divenne più amichevole, la dolce voce della storia, la sua, quella della Certosa, ricordava quel giorno così: «Ma nemmeno io ero molto simpatica. Sul messale tu leggevi la Pesca miracolosa e io ero divorata dal senso di colpa, perché stavo pensando con terrore ai lavori di ristrutturazione che mi stavano cadendo sulla testa. Invece avrei dovuto essere felice. Io li avevo sentiti gli esperti, sai. Tutti bravissimi: mi avrebbero riportato allantico splendore, regalandomi in aggiunta ogni comfort. Promossa a Certosa di Milano. Ne avevo proprio bisogno.
Però, lo sai anche tu, lidea di venir sgrattati, bucati, trivellati, sia pure per il tuo bene, non è che riempia di letizia al momento. A noi vecchiotte poi, gli stravolgimenti pesano ancora di più Se tu avessi saputo aggiunge sospirando - che cosa ho passato da quando sono nata. Ma tu pensavi ai fatti tuoi; ed io ai miei ». Quasi un anno dopo quellincontro sono invitata a una conferenza stampa in occasione dei lavori di restauro alla Certosa. Il caldo è, come la prima volta, soffocante. Lei è tutta un ponteggio che la rende pressoché invisibile. Questa volta laccoglienza è ben diversa: un brulicare di giornalisti ed esperti. I progettisti ci descrivono lo stato di degrado del Complesso e liter dei loro interventi, conservativi, non solo di abbellimenti in vista del Giubileo. Imparo così parole che non conoscevo: ammaloramenti, superfetazioni. Gli entomologi addetti alla disinfestazione delle parti lignee ci raccontano della voracità degli insetti xilofagi, fra cui ricordo ancora (potenza dei nomi!) il curculione o gorgoglione, un coleottero di piccolissima taglia, insaziabile e devastatore, in grado di trasformare il legno in una spugna. (Ma perché questi entomologi-disinfestatori non vengono a liberare il mio terrazzo dalle zanzare?). Inizia il doveroso giro turistico sulle impalcature da dove, accortami con terrore di soffrire di vertigini, faccio in modo di scendere al più presto. Incontro allora un frate cappuccino - sì perché ora il luogo è divenuto Parrocchia gestita da frati cappuccini - che mi accenna con nostalgia alla storia della Certosa. Rimpiange soprattutto il grande chiostro, su cui si affacciavano le celle-abitazione dei certosini, del quale chiostro la Certosa è stata mutilata nel corso dei secoli. Ma i certosini dove sono andati? |
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